Perché inMediaMess?

Genesi di un blog per orientarsi nel media-caos

Perché creare un blog – l’ennesimo blog – se Internet ne è già satura? Perché aggiungere altre parole in un mondo che ne è ormai sazio? Insomma, perché inMediaMess, un blog per orientarsi nel media-caos?

Tante, troppe informazioni

In Italia ogni giorno passiamo oltre 6 ore connessi a Internet, di cui circa 2 ore sui social1. Quasi 100 giorni all’anno consumati online.
Ogni giorno ci scontriamo con fake news che solo a volte riusciamo a smascherare, ma troppo spesso non andiamo oltre le notizie del nostro News Feed di Facebook.
Vorremmo leggere articoli da fonti più affidabili, ma l’information overload (il sovraccarico di informazioni) ci destabilizza e rinunciamo alla ricerca, che ci sembra un’impresa impossibile.

Questo per alcuni può essere uno scenario estremo, ma per altri è la realtà, una realtà a dir poco preoccupante. Io in primis mi sono spesso trovata ad affrontare la cosiddetta FOMO (Fear Of Missing Out), cioè la paura di essere tagliati fuori, di perdersi qualcosa di importante, che ci fa sentire quasi obbligati a rimanere costantemente connessi, ad aprire in continuazione i social network, insomma a essere dipendenti da tutte le informazioni che ci bombardano quotidianamente, ma allo stesso tempo senza riuscire ad approfondirne nessuna.

Informazioni di valore e come trovarle

Ma come possiamo superare l’ansia da information overload e orientarci senza affogare nel mare caotico e agitato dei media? Mi sono posta più volte questa domanda e ora ho trovato una risposta – sebbene ancora incompleta – che mi sta aiutando: Soffermati solo su ciò che per te ha valore.

Bene, dirai, ma come faccio a quantificare il valore? E su quale criterio dovrei stabilire quanto valore ha ogni dato con cui vengo in contatto?
Non è semplice. Non è semplice perché veniamo influenzati da ciò che ci dicono gli altri – i telegiornali, gli amici, i personaggi famosi, gli influencer, i professori, i nostri contatti sui social network e così via – e aggiustiamo il nostro giudizio in base a criteri di popolarità del tema – tutti ne parlano, quindi sarà importante oppure nessuno ne parla, quindi lascio perdere – o di conoscenza dello stesso – se non ho mai sentito parlare di una guerra che sta avvenendo in un Paese che nemmeno conosco – come posso essere interessato e sapere cosa, come e dove cercare? -.

Per quanto riguarda i due criteri, la colpa – se di colpa si può parlare – è di alcuni mezzi di informazione tradizionali, che danno molta rilevanza ai fatti più notiziabili, senza soffermarsi troppo su eventi poco noti, che richiedono un profondo lavoro di ricerca e che probabilmente non avranno molta risonanza. Date le difficoltà economiche, la faticosa lotta quotidiana alla disinformazione e la crisi in cui versa l’attività giornalistica in sé, non c’è da stupirsene.

Ma se non posso fidarmi ciecamente dei mezzi di informazione tradizionali, dove trovo le informazioni che mi servono? Come posso capire se una fonte è affidabile o meno? Quali mezzi ho a disposizione per rimanere in contatto col mondo senza venirne sopraffatto? Ciò che serve sono curiosità, impegno e un pizzico di buon senso. Ma a volte non basta.

Un blog per orientarCI nel media-caos

Ecco quindi l’obiettivo del blog inMediaMess: aiutare ad orientarti in questo media-caos. OrientarTI e orientarMI, perché questo è un blog aperto a tutti, dove da un lato condivido ciò che imparo e scopro giorno dopo giorno, dall’altro – per non perderci soli e confusi nel caos dei media – grazie a te e ai commenti e suggerimenti dei lettori possiamo trovare nuovi temi su cui discutere, problematiche da affrontare e soluzioni utili per tutti, e orientarCI insieme nel media-caos.

1 Fonte: “Digital 2020 Italia”, wearesocial, https://wearesocial.com/it/digital-2020-italia, ultima cons.: 25/10/2020.

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