Podcast: questi famosi sconociuti

Podcast: questi famosi sconociuti

Cosa sono i podcast e come ascoltarli

La prima volta che ho sentito parlare di podcast è stato a febbraio 2018, quando l’editor Chiara Beretta Mazzotta, in un video sul suo canale Youtube, suggerì di ascoltare il web notiziario Radio Bullets.

Da allora, la mia passione per i podcast è aumentata a dismisura; ho cominciato a seguirne sempre di più e a parlarne entusiasta in ogni occasione, tanto da sfinire le orecchie – e la pazienza – dei miei amici. Ora toccherà alle vostre.

Innanzitutto, perché parlare di podcast? Perché è un fenomeno, già affermato all’estero e in grande crescita anche in Italia, che sta cambiando il modo di fare informazione e intrattenimento. Solo qualche numero per darvi un’idea: in 3 anni, dal 2015 al 2018, in Italia gli ascoltatori abituali di podcast sono più che triplicati, da 850.000 a 2.700.000. Eppure, il 50% degli italiani non sa cosa siano e il 15% non sa dove reperirli1.

Da loro grande sostenitrice, sono convinta che sia necessario parlarne, farli conoscere e “diffondere il verbo”. Quindi, cominciamo!

Che cos’è un podcast?

Un podcast è un file audio digitale trasmesso via Internet, che può essere ascoltato in qualunque momento e scaricato su un computer, su un lettore mp3 o sui dispositivi mobili.

Il suo nome deriva dall’unione dei due termini inglesi ‘pod’, che significa ‘baccello, capsula’ e che fa riferimento all’iPod di Apple, e ‘broadcast‘, un sistema di trasmissione e diffusione di contenuti mediali in cui una singola fonte emittente invia lo stesso segnale a una molteplicità di riceventi, alla massa più ampia di audience.

Quindi, il podcast è sostanzialmente un sistema di trasmissione di file audio da scaricare, ascoltare, riascoltare ovunque e in qualunque momento.
Questa flessibilità del podcast ne ha decretato il successo: oggi molte radio, blog, magazine, quotidiani e reti televisive online lo usano come strumento per la distribuzione dei loro contenuti.

Cosa trovo in un podcast? Quali sono le sue caratteristiche?

Esistono podcast di ogni genere, stile e lunghezza. Politica, sport, intrattenimento, fiction e non fiction, attualità, lingue, tecnologia, arte, scienza… qualunque argomento vogliate approfondire, ci sarà sicuramente un podcast che ne parla (e se ancora non ci fosse, potreste farlo voi!).

La lunghezza varia, in genere, da pochi minuti a poco più di un’ora – il podcast più lungo che ho ascoltato fino adesso dura quasi 70 minuti -, come vari sono lo stile, la musica e i suoni di sottofondo, il ritmo, il numero di voci.

Una differenza rilevante è quella della spontaneità: poiché sono file da ascoltare, i podcast richiedono un grande lavoro di scrittura e lettura dello script, ma mentre alcuni podcasters (i creatori di podcast) rimangono fedeli al testo come un attore alla sceneggiatura di un film, altri preferiscono lasciarsi un ampio margine di improvvisazione.
Personalmente preferisco la prima tipologia, perché se non si è più che bravi, l’improvvisazione rischia di rallentare e impoverire la registrazione – gli stessi intercalari e mmh, beh, quindi, ecc. che dobbiamo evitare nel parlato, negli audio sono ancora più inascoltabili -. Ovviamente, non è neanche molto piacevole l’opposto: un robottino che legge meccanicamente e senza intonazione può essere altrettanto fastidioso.

Ciò che fa la differenza, quindi, non è – purtroppo o per fortuna – solo il contenuto, ma anche la bravura dello speaker e la qualità dell’audio. Immaginate di leggere un libro scritto con un carattere microscopico o di guardare in tv un film a bassissima risoluzione o recitato male: il contenuto può essere il migliore del mondo, ma dopo poco vi stancherete e chiuderete il libro o cambierete canale. Per i podcast è lo stesso: non bisogna mai prescindere dal come.

Bene, ora che avete – spero – un’idea più precisa di cosa sono i podcast e di quali caratteristiche hanno, vi chiederete…

Come e dove posso ascoltarli?

Per ascoltare i podcast ci si può appoggiare a una serie di aggregatori, app e piattaforme grazie alle quali è possibile accedere a una mole (quasi) inesauribile di programmi.

La principale piattaforma italiana è Spreaker, lanciata nel 2010 da Francesco Baschieri, Marco Pracucci e Rocco Zanni. Disponibile su desktop, web e dispositivi mobili, ospita i canali di migliaia di podcasters e ogni mese ha milioni di utenti attivi. L’app è disponibile sia su iOS che su Android.
Su Spreaker, tra le altre cose, potete esplorare i canali per tema, aggiungere i programmi ai preferiti, suddividerli per playlist e ascoltare, scaricare (in automatico o manualmente), commentare e condividere i podcast e ricevere una notifica quando sono disponibili nuovi episodi.

Forse queste caratteristiche vi hanno fatto venire in mente un’altra applicazione nata per i file audio: Spotify. Ebbene sì, non tutti sanno che anche la piattaforma di streaming musicale on demand per eccellenza ha una sezione dedicata ai podcast; basta cliccare su ‘cerca’ e nella sezione ‘sfoglia tutto’ esplorare le numerose categorie di podcast italiani e stranieri.

Queste sono le piattaforme che ho sperimentato in prima persona e tra le due preferisco Spreaker, ben strutturata e meno dispersiva per quanto riguarda i podcast – del resto è nata appositamente per questo -.

Invece, app di Amazon pensata in origine per gli audiolibri, ma ricca di contenuti audio di vario genere, è Audible, che con un abbonamento a 9,90€ al mese vi dà un accesso illimitato al suo catalogo di programmi audio. Potete sfruttare la prova gratuita per 30 giorni – io ammetto di non averlo ancora fatto, ma rimedierò presto -.

Mirko Scaramella in un commento mi suggerisce anche la app per ascoltare podcast di Big G, Google Podcasts, disponibile per Android.

Questi erano solo alcuni dei numerosi strumenti disponibili per cercare e ascoltare podcast: basta aprire lo store del vostro smartphone e ve ne accorgerete!

E ora tocca a voi!

Vi è mai capitato di pensare, mentre fate un’attività mentalmente poco impegnativa, di sprecare tempo o di non essere produttivi? Qualunque sia la vostra risposta, scegliete una piattaforma e cominciate a seguire i podcast che vi ispirano di più: la prossima volta che pulite casa, andate a piedi al lavoro o vi buttate sul divano per godervi del meritato riposo, mettetevi delle cuffie e iniziate questa nuova esperienza.

Conoscevate già i podcast? Ne avete mai ascoltati o creati? Quali piattaforme preferite usare? Avete dubbi da sciogliere o consigli da dare?
Che siate neofiti in materia o podcasters esperti, sono curiosa di leggere i vostri commenti!

1 Fonte: Nielsen (per Audible), “Scenario 2015-2018 del podcast in Italia”, novembre 2018,
https://www.dailyonline.it/application/files/6715/4359/4983/United-States-of-Podcast-dati-ricerca-Nielsen.pdf, ultima cons.: 30/04/2019.

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo!

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.