Podcast: questi famosi sconosciuti

Cosa sono i podcast e come ascoltarli

La prima volta che ho sentito parlare di podcast è stato a febbraio 2018, quando l’editor Chiara Beretta Mazzotta, in un video sul suo canale Youtube, suggerì di ascoltare il web notiziario Radio Bullets.

Da allora, la mia passione per i podcast è aumentata a dismisura; ho cominciato a seguirne sempre di più e a parlarne entusiasta in ogni occasione, tanto da sfinire le orecchie – e la pazienza – dei miei amici. Ora toccherà alle vostre.

Innanzitutto, perché parlare di podcast? Perché è un fenomeno, già affermato all’estero e in grande crescita anche in Italia, che sta cambiando il modo di fare informazione e intrattenimento. Solo qualche numero per darvi un’idea: nel 2019 in Italia gli ascoltatori di podcast sono più di 12 milioni (+1,8 milioni sul 2018). Eppure, il 49% degli italiani non sa cosa siano e il 14% non sa dove trovare quelli che gli interessano1.

Da loro grande sostenitrice, sono convinta che sia necessario parlarne, farli conoscere e “diffondere il verbo”. Quindi, cominciamo!

Che cos’è un podcast?

Un podcast è un file audio digitale trasmesso via Internet, che può essere ascoltato in qualunque momento e scaricato su un computer, su un lettore mp3 o sui dispositivi mobili. Si può scaricare, ascoltare, riascoltare ovunque e in qualunque momento.

Sono convinta che sia questa flessibilità ad averne decretato il successo, oltre al fatto che il podcast rende molto più vicini creatori e ascoltatori: i podcaster sono i nostri amici, i nostri vicini di casa, che possiamo raggiungere con un commento su Instagram o un messaggio su Telegram. La loro voce è una presenza costante che accompagna le nostre attività quotidiane ed è ancora più vicina perché passa dalle cuffie al nostro orecchio, ci vibra sotto la pelle, ci parla direttamente per coinvolgerci, per raccontarci qualcosa di intimo, per chiedere la nostra opinione. Ecco, il podcast è questo: è vicinanza, racconto, condivisione.

Oggi molte radio, blog, magazine, quotidiani e reti televisive online lo usano come strumento per la distribuzione dei loro contenuti, e tanti podcast nascono ogni giorno per iniziative di privati oppure di quelle aziende che hanno visto nel branded podcast uno spazio dal grande potenziale in cui raccontarsi.

Cosa trovo in un podcast? Quali sono le sue caratteristiche?

Esistono podcast di ogni genere, stile e lunghezza. Politica, sport, intrattenimento, fiction e non fiction, attualità, lingue, tecnologia, arte, scienza… qualunque argomento tu voglia approfondire, ci sarà sicuramente un podcast che ne parla (e se ancora non ci fosse, potresti crearlo tu!).

La lunghezza varia, in genere, da pochi minuti a poco più di un’ora – il podcast più lungo che ho ascoltato fino adesso dura quasi 70 minuti, ma ce ne sono altri molto più lunghi -, come vari sono lo stile, il format, la musica e i suoni, il ritmo, le voci.

Ciò che fa la differenza non è solo il contenuto, ma anche la qualità dell’audio. Immaginate di leggere un libro scritto con un carattere microscopico o di guardare un film a bassissima risoluzione: il contenuto può essere il migliore del mondo, ma dopo poco vi stancherete e chiuderete il libro o cambierete canale. Per i podcast è lo stesso: non bisogna mai prescindere dal come.

Bene, ora che hai – spero – un’idea più precisa di cosa sono i podcast e di quali caratteristiche hanno, ti chiederai…

Come e dove posso ascoltarli?

Per ascoltare i podcast ci si può appoggiare a una serie di aggregatori, app e piattaforme grazie alle quali è possibile accedere a una mole (quasi) inesauribile di programmi.

La principale piattaforma italiana è Spreaker, lanciata nel 2010 da Francesco Baschieri, Marco Pracucci e Rocco Zanni. Disponibile su desktop, web e dispositivi mobili, ospita i canali di migliaia di podcaster e ogni mese ha milioni di utenti attivi. L’app è disponibile sia su iOS che su Android.
Su Spreaker, tra le altre cose, puoi esplorare i canali per tema, aggiungere i programmi ai preferiti, suddividerli per playlist e ascoltare, scaricare (in automatico o manualmente), commentare e condividere i podcast e ricevere una notifica quando sono disponibili nuovi episodi.

Forse queste caratteristiche ti hanno fatto venire in mente un’altra applicazione nata per i file audio: Spotify. Ebbene sì, non tutti sanno che anche la piattaforma di streaming musicale on demand per eccellenza ha una sezione dedicata; basta cliccare su ‘cerca’ e nella sezione ‘sfoglia tutto’ esplorare le numerose categorie di podcast italiani e stranieri.

Queste sono le piattaforme che ho sperimentato in prima persona e tra le due preferisco Spreaker, ben strutturata e meno dispersiva per quanto riguarda i podcast – del resto è nata appositamente per questo -.

Altre app sono Google Podcasts, Apple Podcasts, Castbox, Deezer, per citarne alcune.

Invece, app di Amazon pensata in origine per gli audiolibri, ma ricca di contenuti audio di vario genere, è Audible, che con un abbonamento a 9,99€ al mese dà un accesso illimitato al suo catalogo di programmi audio.

E ora tocca a te!

Ti è mai capitato di voler sfruttare i “momenti morti” (per esempio in attesa dal medico o mentre lavi i piatti)? Qualunque sia la tua risposta, scegli una piattaforma e comincia a seguire i podcast che ti ispirano di più: la prossima volta che pulisci casa, vai a piedi al lavoro o ti butti sul divano per goderti del meritato riposo, metti le cuffie nelle orecchie e inizia questa nuova esperienza.

Conoscevi già i podcast? Ne hai mai ascoltati o creati? Quali piattaforme preferisci usare? Hai dubbi da sciogliere o consigli da dare?
Che tu sia un neofita in materia o un podcaster esperto, sono curiosa di leggere (o ascoltare) la tua esperienza!

1 Fonte: Ricerca Nielsen per Audible sul mercato podcast in Italia, 2019, https://www.primaonline.it/wp-content/uploads/2019/11/Nielsen_Audible_consumi-podcast-2019-compresso.pdf, ultima cons.: 25/10/2020.

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